RODOLFO ROSELLI
Segretario Nazionale USP

CANDIDATO INDIPENDENTE ALLE AMMINISTRATIVE DI ROMA

Capolista
per il Consiglio Comunale del Comune di Roma

MESSAGGI ELETTORALI

10 - Edilizia Pubblica

La disponibilità di abitazione, anche come fondamento di una famiglia, ha una funzione sociale che è sancita dalla Costituzione all’art.42 che recita “..la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti, allo scopo di assicurarne la funzione sociale …”. E’ dunque rispettando la Costituzione che lo stato deve, in ogni modo, non solo assicurare il formarsi della proprietà privata, ma deve creare le condizioni perché questo principio non sia violato.
Tutto questo è esattamente il contrario di quello che in Italia si fa nel campo del’edilizia pubblica che dovrebbe avere il compito proprio di facilitare la formazione della proprietà privata, anche ai meno abbienti, in modo legale, ordinato e non creando le condizioni che portano addirittura alla abusiva occupazione di abitazioni, giustificata dalla indigenza degli occupanti, a scapito di altri indigenti ,rispettosi della legalità.
Una guerra tra poveri che conta nelle grandi città un appartamento su cinque, delle case popolari, occupato abusivamente, perché è più facile occupare che avere una regolare assegnazione , e poi anche perché quando il bacino degli abusivi è troppo ampio , lo si riduce con una sanatoria, legalizzando l’illegalità , alla faccia di coloro che regolarmente in attesa aspettano l’assegnazione.
Conseguenza dunque di questo errato modo di governare è la drammaticità del problema dell’edilizia pubblica e, in particolare dell’ATER, cioè dell’Azienda Territoriale della Edilizia Residenziale, problema che non potrà mai avviarsi a soluzione, cioè fornire alloggi pubblici a prezzi ragionevoli ,perché questo sistema è inefficace, e anzi ha condotto la stessa ATER ad un indebitamento pauroso, oltre a sprechi e illegalità.
I debiti dell’ATER sono arrivati a 1,4 miliardi di euro, in gran parte concentrati sull’IACP di Roma e la gestione è inefficiente, i canoni di locazione sono troppo bassi e le norme vigenti sono paradossali, in quanto proprio per i canoni ridicoli, l’azienda deve pagare di ICI più di quanto incassa dagli affitti, senza contare i costi della manutenzione ordinaria e straordinaria.Un primo provvedimento sociale sarebbe applicare l’esenzione dell’ICI per l’edilizia popolare, così come avviene per gli edifici destinati al culto religioso.
L’ATER deve gestire 92.000 alloggi per lo più dislocati a Roma e provincia , il canone pagato da 13.000 famiglia non supera i 7,5 euro mensili e il 35% dei canoni di affitto non sono nemmeno riscossi. I ricavi effettivi sono di circa 85 milioni di euro anno cioè una media di 77 euro di affitto mensile per alloggio.
Per risolvere questa situazione è indispensabile che gli inquilini siano messi nelle condizioni di essere proprietari del proprio alloggio, accendendo un mutuo che sia coperto dai contributi previdenziali, che ciascun affittuario già paga per le sue attività, oltre ad altri vantaggi di prezzo e fiscali che sono già concessi per le cartolarizzazioni, cioè dovrebbe attuarsi una “cartolarizzazione democratica popolare” non a vantaggia delle banche ma a vantaggio delle famiglie. In questo modo si avrebbero i seguenti vantaggi :
1. Tutti gli inquilini diverrebbero proprietari dell’alloggio senza pagare nulla.
2. Alla fine del mutuo la loro quota previdenziale sarebbe ben più garantita e rivalutata da qualunque tipo di pensione.
3. L’ATER con i ricavi dei mutui avrebbe risorse per costruire nuovi alloggi da assegnare allo stesso modo.
In altri termini si metterebbe in modo un circolo virtuoso che risolverebbe sia i problemi dei cittadini che quelli dell’amministrazione pubblica.
In sostanza si passerebbe da tutti inquilini a tutti proprietari, attuando anche una automatica riqualificazione degli alloggi
Ma sarebbe possibile anche risolvere gradualmente e senza traumi i 15.000 sfratti che colpiranno nel 2008 le famiglie meno abbienti, cioè categorie con redditi annuali inferiori ai 27 mila euro, ultrasessantacinquenni, famiglie con persone disabili etc.
Altri fondi potrebbero essere reperiti mediante una accorta politica di pagamento di locazioni, da parte dello stato, ad esempio per gli edifici destinati agli uffici del Parlamento.Infatti i quattro palazzi Marini, destinati agli uffici parlamentari in Piazza S.Silvestro a Roma, ci costano , per un contratto di nove anni + nove, 444 milioni di euro, cioè quanti sarebbero bastati per comperare nel 2006 nel cuore di Roma, 63.000 mq. ristrutturati. Lo stesso locatore ha poi contratti per fornire al Parlamento servizi di appoggio per altri 288 milioni. Ma nulla purtroppo cambierà perché lo stesso locatore finanzia abbondantemente i partiti, compresa la Lega (di Roma ladrona) come ad esempio i centomila euro donati ai DS e regolarmente registrati con una dichiarazione ufficiale n.20873. E così via …..
Un bell’esempio ci è stato fornito dagli assessori e dai dirigenti del Comune di Milano che hanno rinunciato all’uso di 38 auto blu e che hanno destinato i fondi risparmiati ,cioè 250 mila euro, al recupero di alcune case popolari oggi talmente malandate da non essere in condizione di essere assegnate.Anche altrove potrebbero essere reperiti soldi da dare alle famiglie per riscattare la case popolari, basti pensare che ad esempio mentre la giustizia militare, con l’abolizione delle leva, ha visto ridursi i processi pendenti da 20.000 a 338, stranamente i 103 giudici militari non sono diminuiti e hanno perfino diritto a 160 auto blu. Cose veramente incredibili sulle spalle della povera gente.

Roma non è nuova alla speculazione edilizia e ai piani regolatori strumentalizzati dai costruttori. Già nella metà del 1500 Giacomo della Porta, che realizzò la Cupola michelangiolesca, è stato un accorto speculatore immobiliare sfruttando il contrasto tra Ignazio de Loyola e i Maestri di Strada (gli odierni urbanisti), per realizzare un collegamento viario tra il Campidoglio e l’attuale Piazza del Gesù, la Via Nova Capitolina.La strada non si realizzò, ma sulla collina capitolina nell’area dell’Ara Coeli sorsero palazzi, e furono fatti lucrosi guadagni, da parte del Della Porta.
Oggi quando si parla di tutela del paesaggio e dell’ambiente ci si riferisce ad un articolo della Costituzione che tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della nazione, ma solo dopo 37 anni di speculazione edilizia in Roma,si è avuta la legge Galasso (1985) emanata per questa tutela. Poi ampiamente disattesa da raffiche di sanatorie che hanno legalizzato l’abusivismo edilizio. Un abusivismo che ha ampiamente beneficiato propria delle indeterminazioni di certi vincoli contenuti nei piani regolatori.
Anche il Comune di Roma ha varato il Piano Regolatore ma i rischi che possa essere eluso sono tanti.
Infatti questo contrastato Piano Regolatore ,è stato ,approvato il 23 febbraio 2008, senza nemmeno l’unanimità dei consiglieri della maggioranza e con l’artificio di rimandare al nuovo consiglio comunale la discussione sulle eventuali varianti.
La preoccupazione di approvare il piano prima della chiusura del mandato non ha permesso d’approfondire e migliorarlo nei seguenti punti :
1. non sono chiare e definite le aree destinate alle nuove edificazioni popolari e mancano le necessarie indicazioni per il loro collegamento ed i servizi necessari per la loro autonomia. Indispensabili le indicazioni dei vincoli di edificazione da far rispettare prima che le infrastrutture e i servizi siano stati completati.
2. non sono definite le aree di rimboschimento per assicurare aree verdi e sistemi naturali di depurazione dell’ambiente
3. non è stato accompagnato da un piano congruente generale dei flussi di traffico e dei relativi strumenti di assorbimento.
E’ evidente che questo piano avrà bisogno di una razionale revisione e completamento, per non ripetere gli errori che hanno portato ovunque a Roma quartieri poco vivibili.Ma anche la distribuzione e l’ampliamento delle aree verdi dovrà essere completamente rivisto per dotare la città di un polmone efficace ad assorbire non solo la CO2 e le polveri sottili, ma per dare respiro zlle nuove edificazioni che non devono essere dei lugubri dormitori , ma zone autonome di vita collettiva salubre e sicura.

 

 


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