RODOLFO ROSELLI
Segretario Nazionale USP

CANDIDATO INDIPENDENTE ALLE AMMINISTRATIVE DI ROMA

Capolista
per il Consiglio Comunale del Comune di Roma

MESSAGGI ELETTORALI

2 - Servizi pubblici del Comune di Roma

La situazione di fatto ( secondo l’ufficio studi di Mediobanca) denuncia che le società controllate dagli enti locali mancano di trasparenza nei rendiconti, e carenza del controllo di qualità. dei servizi. Le aziende create per soddisfare le liberalizzazioni, avrebbero dovuto portare concorrenza e tariffe più basse e invece i loro costi sono stati sempre crescente. Solo nel periodo 2003-2004 la media nazionale dell’igiene urbana è aumentata dell’1,5%, i trasporti del 5,4%, l’acqua dell’8,7%. A Roma si è rimasti senza corrente elettrica per 82,4 minuti all’anno,un record nazionale.

E’ quindi indispensabile attuare differenti criteri di gestione, più efficienti e razionali, per ristrutturare la cosiddetta “Holding Comune di Roma”, per ridurre tariffe e tributi e migliorare i servizi.

Servizi che certamente oggi non corrispondono ai tributi a carico dei cittadini che negli ultimi mesi ammontano a circa 114 milioni di euro anno solo per l’addizionale Irpef, 100 milioni per la tassa sui rifiuti, 25 milioni per le contravvenzioni.

Il metodo è dunque reperire i soldi dove sono inutili o peggio sprecati e con questi realizzare investimenti che direttamente o indirettamente creino nuova ricchezza, e così via.

Non è certo questo il metodo oggi seguito quando ad es. per “Risorse per Roma” si è pagati due anni di stipendi a due amministratori delegati e due affitti per due sedi diverse.

Il governo Prodi era consapevole di questo e infatti attraverso il disegno di legge Lanzillotta intendeva rimediare, tuttavia ai propositi enunciati non sono seguiti atti concreti,sono rimaste indeterminazioni, insomma parole, non fatti.

Per amore di concretezza, ho esaminato alcuni punti del provvedimento proposto e ne segnalo le carenze e i suggerimenti (in corsivo) ,condizioni minime perché i servizi offerti siano realmente efficaci :

1- Si ipotizza la possibilità che i servizi pubblici possono essere affidati a imprese esterne :

a. Attraverso modalità competitive a società di capitali attraverso gare.

I capitolati, devono consentire la partecipazione di imprese sia a livello nazionale che europeo.

Non devono essere consentiti appalti o subappalti, pena la rescissione del contratto.

L’assegnazione della commessa deve essere basata sul miglior prezzo medio, a parità di qualità offerta.

L’impresa che viene sanzionata da penali contrattuali viene esclusa dai successivi bandi.

b. A società miste nelle quali i privati detengano il 30%, sempre affidato con modalità competitive.

La logica competitiva si scontra con la logica ideologica di mantenere il controllo pubblico .Questo deve avere per fine solo il controllo della qualità erogata e la destinazione di parte del profitto generato verso il pubblico degli utenti, mediante agevolazioni tributarie, lasciando l’intera responsabilità di conduzione al privato, anche per evitare in caso di contestazioni sia l’individuazione, che il” rimpallo” delle responsabilità. Pertanto la quota di detenzione dei privati non deve essere inferiore al 51%.

2- L’affidamento in house è possibile solo se si dimostra al Garante la difficoltà ad accedere al mercato.

La dizione di questa clausola è per lo meno ambigua e si presta a nascondere manovre di esclusione di eventuali candidati non graditi, o di procrastinare decisioni sgradite. E’ quindi sconsigliabile, o in alternativa indispensabile precisare rigorosamente le difficoltà di accesso al mercato, per evitare norme omnicomprensive.

Comunque per tutte le aziende interessate deve prevalere la valutazione della qualità erogata mediante il controllo costante degli utenti,eseguito da società indipendenti, di volta in volta estratte a sorte, e specializzate nei sondaggi . In caso d’inadempienze deve essere pubblicizzato il nominativo dei responsabili ed i provvedimenti presi a loro carico.

3- L’azienda che ha affidamenti in house non può concorrere neanche attraverso partecipate a gare per l’affidamento di altri servizi.

Tutto questo evita concentrazioni e stimola la competitività, ma non è indicato come gestire i periodi transitori. Non è indicato cosa s’intenda per “altri servizi” nel caso di aziende multiservizi, cioè quanto pesi l’esperienza pregressa dell’azienda per gestirli e la sua specifica competenza.

4- Non è precisato che per le aziende in house o a prevalente conduzione pubblica deve valere il principio che le assunzioni a qualsiasi livello devono essere fatte esclusivamente per concorso pubblico .

Le condizioni sopra indicate sono la base non solo per assicurare efficienza ai servizi, ma anche, essendo pubblici, il costante controllo e valutazione del pubblico che ne usufruisce.Solo così questi possono essere conformi alle esigenze di tutti e consentire di agevolare le attività sociali e garantire la loro economicità.


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