RODOLFO ROSELLI
Segretario Nazionale USP

CANDIDATO INDIPENDENTE ALLE AMMINISTRATIVE DI ROMA

Capolista
per il Consiglio Comunale del Comune di Roma

MESSAGGI ELETTORALI

5 - Insediamenti produttivi

Lo sviluppo degli insediamenti produttivi nel Comune di Roma e nel Lazio è stato frenato dalla disorganizzazione delle strutture istituzionali e dal concetto che lo sviluppo fosse favorito da incentivazioni economiche dirette più o meno giustificate.La prova di questa disorganizzazione è la recente ristrutturazione della società Sviluppo Lazio gestita dalla Regione e di tutte le società a questa controllate. E’ difficile infatti pensare che fino ad oggi l’organizzazione sia stata efficiente se si è deciso di ridurre il CdA da 13 a 7 membri, le vicepresidenze ridotte da 3 a 1, i componenti della vecchia giunta mandati a casa, e l’accoglienza tra i nuovi membri di nuovi economisti.Questo tardivo desiderio di riorganizzazione , fatto a ridosso delle elezioni , comporta anche la riduzione delle società controllate da 21 a 7 e si dichiara che tutto questo dovrebbe anche proseguire in futuro. Un presente ed un passato dunque insoddisfacenti, un futuro solo speranzoso, ma che comunque fino ad oggi ha lasciato i problemi di sviluppo irrisolti. I dubbi restano perché la metodologia resta immutata, ed è questa da cambiare.
Gli insediamenti produttivi sono fondamentali per la riduzione della disoccupazione ma ,per promuoverli, va abbandonata la strada costosa e discutibile degli incentivi economici , e percorsa invece quella della drastica riduzione dei modi e dei tempi degli adempimenti regolamentari richiesti.

Sappiamo bene come sono andati a finire i tanti incentivi a fondo perduto erogati per industrializzare il mezzogiorno, solo pretesto per avventurieri di estorcere denaro pubblico senza risultati, sappiamo bene come opere pubbliche appaltate, per incredibili colli di bottiglia burocratici ,siano bloccate per decenni, con tragiche conseguenze sulla produzione, sull’occupazione e sul territorio. E questa filosofia è seguita anche dagli enti locali come il Comune di Roma. Questi sono sprechi di risorse immensi che andrebbero utilizzate diversamente.

A tal fine, dunque è indispensabile una svolta che faccia in modo che, per ogni procedura amministrativa sia eseguita una analisi operativa che individui ogni carente distorsione logica, anche provvedendo alla modifica radicale dell’assegnazione delle responsabilità esistenti. L’obiettivo è conseguire semplicità, economicità e facilità di controlli. In questo modo la quantità di risorse che ogni nuovo imprenditore sarebbe costretto a spendere per superare gli ostacoli burocratici ,sarebbe di gran lunga inferiore, e questo risparmio di tempo e denaro sarebbe preferibile a ogni incentivo economico. Tutto questo va accompagnato dalla costruzione preventiva , in tempi utili,delle infrastrutture viarie, già dotate di tutte quelle opere che ,costituendo un investimento futuro ,rappresenterebbero un sicuro risparmio dei conseguenti costi sistematici di manutenzione a lungo termine, ad esempio, delle gallerie di servizio necessarie per uso delle canalizzazioni, e la predisposizione razionale dei servizi pubblici e della rete dei collegamenti, prima e proporzionali al verificarsi della capienza massima di ciascuna zona.

Ma gli insediamenti industriali devono anche trovare risorse umane locali di qualità per evitare spostamenti di nuclei famigliari. Queste risorse devono essere prodotte dalla scuola che ,anch’essa ,deve riorganizzarsi in termini di qualità, e solo così si creerebbe un legame spontaneo tra scuola e produzione .A tal fine occorre che almeno il 20% dei futuri posti di insegnante siano assegnati ai giovani. Deve inoltre essere ridotto il numero d’insegnanti per classe che oggi sono una media di 15, mentre in Europa sono 6-7. Occorre che siano introdotti i concetti di qualificazione dei professori mediante percorsi specifici che utilizzino in larga misura il tirocinio e il praticantato nella didattica. Infine deve essere introdotto come base il criterio di avanzamento per merito, che comporti aumenti di stipendio del 20-30% in funzione delle produttività e del merito ,con valutazioni che coinvolgano obiettivamente il progresso formativo degli studenti.

E’ questa una visione organica dello sviluppo del benessere che non può trascurare nessuna delle sue componenti fondamentali.


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