RODOLFO ROSELLI
Segretario Nazionale USP

CANDIDATO INDIPENDENTE ALLE AMMINISTRATIVE DI ROMA

Capolista
per il Consiglio Comunale del Comune di Roma

MESSAGGI ELETTORALI

6 - Ambiente-Energia

E’ ormai inevitabile che il tema energia sia strettamente legato al tema ambiente ,in quanto ogni attuale sistema di produzione dell’energia è accompagnato da emissioni di rifiuti solidi o gassosi che incidono negativamente sull’ambiente.

Ma la produzione di energie alternative è importante anche per le tasche dei cittadini-utenti. Il protocollo di Kioto impone all’Italia una riduzione del 6,3% delle emissioni di CO2 entro il 2012. Questo comporterà per il nostro paese, una spesa di circa 600 milioni di euro anno. Oltre la metà di questa spesa graverà sulle aziende di produzione dell’energia elettrica , che coglieranno l’occasione per ulteriori aumenti delle bollette.

Tutto questo può essere evitato se si prendono traformando i costi in investimenti profittevoli.

A breve i rimedi sono già noti (lampade a basso consumo, elettrodomestici moderni etc.), ma a medio termine la soluzione è l’autoproduzione autonoma di energia. L’opzione nucleare oggi può essere solo un ponte transitorio ineludibile, ma un ponte il più breve possibile per svariate ragioni. Non ci consente di essere autonomi dal mercato energetico perché il costo internazionale dell’uranio sta crescendo come cresce il prezzo del petrolio. Non ci consente di evitare lo smaltimento delle scorie nucleari. Non ci consente di costruire nuove centrali nucleari, anche se più sicure, perché la loro messa in esercizio avverrebbe tra una diecina di anni. Oggi l’unica via è ricorrere all’importazione di energia di origine nucleare da chi ha da tempo costruito queste centrali, come sopportare analogamente l’importazione di gas e petrolio.

Ma più presto investiremo nelle energie alternative, solare, eolica e geotermica, più rapido sarà il nostro affrancamento energetico, oggi ,con gli scarsi investimenti fatti, sono funzionanti solo ottomila impianti fotovoltaici che producono solamente 83 Megawatt.

Per una metropoli come Roma, è pertanto indispensabile che vengano realizzati rapidamente sistemi di produzione energetica senza scorie, e parallelamente sistemi di depurazione e di eliminazione dei rifiuti di ogni genere che riducano consistentemente l’emissione di CO2.

La proposta è di produrre energia mediante impianti solari disseminati in tutta la città . Il piano deve prevedere l’installazione su ogni edificio di un impianto solare per fornire l’energia media necessaria agli utenti dell’edificio stesso, in modo che questo non solo sia indipendente dalla rete esterna, ma nei periodi di bassa richiesta ,possa fornire il surplus di energia all’esterno.

Tutti gli impianti dovrebbero essere progettati , installati e mantenuti dalle principali società attualmente erogatrici (ACEA,ENI, etc.) e le spese d’investimento sarebbero inizialmente a loro carico. Le risorse economiche ci sono, sia perché gli investimenti nucleari sarebbero inutili, sia perché il rientro economico potrebbe avvenire in parte, mantenendo bloccate temporaneamente le attuali bollette, sia utilizzando l’utile derivante della vendita dell’energia surplus, sia dagli dagli incentivi ecologici concessi dallo stato e dagli enti locali ,ai produttori di energia pulita, la Regione Lazio ha stanziato cento milioni per le energie sostenibili. Inoltre, a tale proposito, il sistema d’incentivazione ventennale , già esistente nella normativa del 2007, invece di devolverlo agli utenti , dovrebbe essere devoluto ai produttori .In tal modo senza alcun impegno per gli utenti, a fine periodo di ammortamento, per questi il consumo sarebbe a costo zero, salvo una quota per la manutenzione, gestita dalle medesime società.

L’investimento delle società di produzione di energia è a loro conveniente perché non solo farebbe raggiungere il tetto massimo consentito dal trattato di Kioto, spalmando nel tempo gli investimenti in altri settori, ma eviterebbe il rischio di sforamenti di questo tetto, e quindi il rischio di una multa annua , sei volte superiore alla somma sopra indicata.

Ma esiste un’altra ragione di convenienza per queste società che, se riuscissero a distinguersi per avere rispettato i vincoli posti, potrebbero partecipare a progetti internazionali per l’abbattimento del CO2 in altri paesi. Un business stratosferico.

Ove non fosse possibile l’installazione dei pannelli solari o dove la convenienza non esistesse, dovrebbero essere progettati e installati sistemi di produzione di energia geotermica con il sistema a pompa di calore, finanziati allo stesso modo, come quelli già in esercizio a Parigi, o sistemi eolici.

Considerando che il settore residenziale romano è responsabile di circa il 26% delle emissioni totali di CO.2 (cioè 4 milioni di tonnellate/anno), nell’ambito dei tempi realizzativi del progetto sopra esposti questo tipo di emissione dovrebbe quasi annullarsi.

Ma è possibile anche attuare politiche aggiuntive che riducano ulteriormente le emissioni nocive attuando una sistematica opera di rimboschimento di tutte le aree urbane e periferiche su appezzamenti di terreno incolti ed abbandonati.Non dimentichiamo che nel passato il Lazio era coperto di foreste.

Oggi la situazione forestale di Roma permette di assorbire la quasi totalità delle emissioni industriali di CO.2 pari a 300.000 tonnellate e corrispondente a circa il 3% delle missioni totali. Raddoppiando la superficie boschiva potrebbero essere assorbite almeno il 6% delle emissioni.

Un ulteriore contributo al miglioramento dell’ambiente cittadino sarebbe la decisione di trattare i rifiuti urbani o negli inceneritori o mediante sistemi di riciclaggio a freddo dei materiali, sistemi già operanti con successo ad es. nel Veneto.(Comuni di Treviso,Vicenza, Bassano, etc.)

Poiché oggi i rifiuti urbani in discarica sono responsabili almeno dell’11% del totale delle emissioni nocive, evitando definitivamente il sistema delle discariche, si otterrebbe un ulteriore vantaggio che , in totale ridurrebbe le emissioni nocive del 43% circa.Cioè quattro volte quanto richiesto dal trattato di Kioto. Occorre osservare che le attuali discariche, come quella di Malagrotta, non solo creano problemi sanitari non indifferenti, ma sono delle vere bombe ecologiche, perchè nel tempo, tenderanno inevitabilmente a mantenere inquinata e non utilizzabile tutta la zona, e quindi anche queste vanno eliminate gradualmente.


Da notare che tutto questo non solo si otterrebbe con soluzioni stabili, ma i costi potrebbero essere ridottissimi se non nulli o profittevoli per talune forme di gestione.

Le conclusioni porterebbero ad attuare le seguenti linee guida :

1. Incentivazione della raccolta differenziata mediante riduzione della tassa rifiuti alle aree dei municipi più virtuosi.(oggi l’attuale giunta capitolina sta aumentando le tariffe AMA), invece per la raccolta differenziata in Roma, sono già stati finanziati dalla Regione, 3,5 milioni di euro dei circa dieci necessari.
2. Abbandono definitivo del sistema dell’utilizzo delle discariche
3. Uso sistematico degli inceneritori e dei sistemi di recupero dei materiali a freddo.
4. Distribuzione locale di tutte le economie di scala e i benefici occupazionali derivanti dagli impianti.
5. Valutazione della possibilità di recupero parziale anche delle aree oggi occupate dalle discariche.
6. Eliminazione delle fasce orarie e dei blocchi del traffico urbano, che avrebbero una incidenza negativa trascurabile.(della regolazione dei flussi di traffico parlerò in altra sede)

Comunque la filosofia di base da perseguire è sempre quella di non aggravare gli oneri economici degli utenti cittadini in quanto l’incremento del livello di prelievo economico non solo non è più proponibile, ma quanto fino ad oggi percepito dalle istituzioni, se ben amministrato, è più che sufficiente per realizzare gli investimenti sopra indicati. Il problema è solo avere amministratori capaci !


torna all'indice dei Messaggi Elettorali