RODOLFO ROSELLI
Segretario Nazionale USP

CANDIDATO INDIPENDENTE ALLE AMMINISTRATIVE DI ROMA

Capolista
per il Consiglio Comunale del Comune di Roma

MESSAGGI ELETTORALI

8 - Bilancio Comunale

L’affidabilità finanziaria del Comune di Roma è in discussione per l’incertezza esistente sulle future strategie finanziarie e per la crescita del già notevole livello d’indebitamento , legato ai progetti d’investimento nelle infrastrutture .Le stime attuali dicono che l’indebitamento nel 2011 potrebbe superare i 9 miliardi di euro e ,già nel 2007 , l’indebitamento è stato di 6,7 miliardi, mentre nel 2001 il totale dei debiti ammontava a 6,1 miliardi,cioè prima della elezione di Veltroni. Ma nonostante questo,l’importo degli investimenti negli ultimi anni è stato di 21 miliardi di euro, cioè 21 miliardi di ulteriori debiti.
Comunque proprio sulla base di queste allegre previsioni, gli analisti finanziari hanno rivisto al ribasso le valutazioni sia sul bilancio Comunale che su quello dell’ATAC. Questo giudizio inciderà direttamente sulle tasche dei cittadini perché ogni nuovo investimento sarà più difficile finanziarlo e gli interessi da pagare saranno più elevati.
Ma il Bilancio Comunale in rosso dipende anche dalle perdite accumulate dagli amministratori delle società controllate dall’ente locale, amministratori che non si sono dimostrati degni del loro compito, ma che non intendono lasciare la poltrona, opponendosi a quanto stabilito nella Finanziaria 2007, che prevede l’allontanamento degli amministratori che hanno per tre anni cumulato perdite. E neppure viene accettato il divieto di cumulo degli incarichi di sindaci e assessori con altri provenienti da società controllate dal Comune, secondo il comma 719 della stessa Finanziaria.
Ma il disegno di Legge Lanzillotta non solo viene contestato per queste ragioni, ma anche perché non si vuole introdurre le gare obbligatorie per la gestione dei servizi pubblici locali e, ovviamente, senza gare, si può immaginare i costi dove vadano a finire.
Tuttavia anche le modalità di gestione delle gare non dovrebbero dare adito a pesanti contestazioni che, oltre a bloccare i lavori , rivelano una leggerezza nei controlli dei partecipanti. Così è stato per la gara d’appalto della durata di 9 anni, per la concessione della manutenzione di 800 chilometri di strade comunali. Gara annullata dal Tar per sospetto conflitto d’interessi tra un membro del consiglio d’amministrazione di “Risorse per Roma” che ha predisposto la gara, e lo stesso personaggio, che ha fondato una delle società concorrenti.
Come pure nessuno vuole rinunciare, nemmeno in parte ai vari gettoni di presenza, nonostante l’inchiesta nata nel 2003, condotta dalla Guardia di Finanza per la Corte dei Conti che ha accertato falsità e truffe in sei municipi del Comune di Roma, ove consiglieri e impiegati compiacenti sono riusciti ad avere indebitamente , gettoni di presenza e aumenti di stipendio.
Tra le spese singolari, e non certo urgenti, del bilancio del Comune figurano 200 mila euro stanziati per l’Osservatorio comunale sulla sicurezza del lavoro,funzione non di competenza comunale, anche se recentemente 11.000 ispezioni ,fatte dall’ufficio del lavoro, hanno constatato ben 5.200 aziende non in regola, e di conseguenza ,semplicemente segnalate al Prefetto, che era a gia a conoscenza del fatto e che ha assicurato il suo interessamento. Tutto qui.
Inoltre il bilancio, per reperire fondi, prevede il rincaro delle tariffe AMA , giustificati non solo dalle nuove spese, ma anche destinati a coprire un conguaglio degli anni precedenti, evidentemente non conteggiati nei precedenti bilanci.
Il problema comunque è sempre lo stesso il ripianamento dei conti si intende ottenere sempre o con nuovi debiti, o aumentando il carico sui cittadini ,in un bilancio di spese crescenti, mai compensandole con riduzione degli sprechi, mai puntando all’equilibrio stabile tra costi e ricavi, mai razionalizzando l’organizzazione tra periferia, cioè tra i municipi e le funzioni centrali del Comune.
A questo proposito infatti esiste un profondo scollamento tra gli assessori e i presidenti dei municipi. I secondi eletti dal popolo, i primi designati dal sindaco. Cioè gli assessori sono praticamente scelti dai partiti. A questo dissenso si unisce la formazione del bilancio comunale e la distribuzione delle risorse ai municipi.
S’intendeva attuare un decentramento delle funzioni verso i municipi ,ma l’organismo di raccordo, che era stato stabilito doveva essere convocato quattro volte l’anno, in sei anni è stato convocato una sola volta. Le competenze dei municipi sono aumentate, ma parallelamente non sono state erogate le risorse economiche necessarie per farle funzionare. Un esempio di questa assurdità è che il Comune esegue lavori innovativi nelle piazze e nelle strade, ma lascia poi la manutenzione ordinaria di queste opere ai municipi, senza coprire queste spese di manutenzione, e questo modo di fare non vale solo per la manutenzione ,ma per ogni funzione decentrata ai municipi.
L’organizzazione generale dei municipi è anche discutibile perché non è stato nemmeno definito chiaramente il ruolo dei presidenti, addirittura nessuno sa quali siano le reali competenze e responsabilità e, di conseguenza ,ognuno fa come crede opportuno, creando confusione e sprechi. Sprechi e confusione che aumentano anche per l’ irrazionale distribuzione del personale, per le norme burocratiche che non consentono neppure di cambiare stanza ad un impiegato.
Ma gli sprechi nei municipi sono ovunque. I presidenti hanno diritto all’auto blu e al cellulare gratis, i loro stipendi, e quelli dei consiglieri, non sono inferiori ai 2500 euro al mese per i primi e 1700 per i secondi, e con questi stipendi non si capisce perché, come tutti i cittadini , non possono usare i mezzi pubblici o l’auto privata per andare al lavoro, e non possano pagarsi da soli i cellulari.
E questi sprechi sono ampiamente documentati dalla Corte dei Conti, come gli stipendi gonfiati dei consiglieri municipali, le perdite gestionali, le irregolarità nella fornitura di appalti e servizi . Tra le citazioni emesse dai magistrati, basta ricordare quelle per 129.000 euro al IV municipio, per 24.000 euro all’ XI, per 20.700 euro al XII, per 2.334.000 euro per il Comune nei riguardi del solo Palaexpò. I danni per le forniture di appalto e servizi ammontano a 138.450.226 euro e la magistratura è riuscita a recuperare fino ad oggi la somma di 2.260.033 euro. Quindi i soldi ci sono senza spremere i cittadini, e una gestione più corretta del bilancio , delle competenze e dell’organizzazione gioverebbe a tutti.
La prova di quanto sopra ci è stata data recentemente dal primo timido ridimensionamento degli stipendi dei managers delle 25 aziende capitoline, fatta su proposta dell’assessore al Bilancio Marco Causi e approvata con delibera del 23.5.2007, con una riduzione media di 30 , 40mila euro anno e con un risparmio complessivo di 500 mila euro anno . Si parla di un primo timido tentativo perché dopo questa riduzione, comunque le retribuzioni di un presidente e un amministratore delegato potranno arrivare a non meno di 160.000 euro annui tra parte fissa e variabile, cioè circa 12.300 euro mensili lordi.(circa 25 milioni di vecchie lire al mese)
L’importanza di questa tendenza non sta solo nel recupero di risorse, ma nella possibilità di ridurre l’appetibilità di occupare quelle posizioni a chi fino ad oggi ha puntato a realizzare solo lauti guadagni personali. Se si arrivasse a constatare che fosse poco conveniente fare il manager, vi sarebbe una fuga di politici dai posti di amministratori delegati, e una disponibilità e maggiore rotazione di persone veramente valide che si comportino come competenti amministratori. In questo modo, estendendo il concetto ovunque, si potrebbe iniziare il risanamento del nostro paese.


torna all'indice dei Messaggi Elettorali